cosa succede quando ci si innamora di un'orchidea?

La vita è una favola dark. Ultimamente sono troppe le cose che scombinano e turbinano la mia testa e i miei pensieri. A volte penso che è meglio non avere la testa per pensare. Idiozie che turbinano nel cervello di chiunque, prima o poi. In queste ultime settimane sono stata meglio, dopo il periodaccio da fine agosto a ottobre. Ma ieri hanno bussato alla mia porta un turbinio confuso di sventurate notizie ed emozioni. Un "oh no" nato da un sms. Un'altra brutta notizia, forse, una più brutta di altre, ultime. La morte bussa alle nostre porte senza chiedere troppe spiegazioni, nerovestita come di nero mi tingo in questo periodo, concedendo al rosso, con tutti i suoi significati, unghie e labbra. La Vita è una favola Dark. La Morte ha bussato al mio cervello, e purtroppo è entrata in un altro. Sempre di tempo si parla. Consumo il tempo che ho a disposizione, affinché faccia meno male, ma c'è chi in questo tempo sbrindella il mozzico di vita che gli rimane, e non lo sa. Non parliamo di probabilità, please. Non parliamo di fortuna. E' inutile dire cosa associa la mente alla morte, è inutile macchiare la vita e la morte, così già pervase l'una dell'altra, yin & yang addicted. Con questi pensieri shakerati nella testa sono andata a vedere tideland. Tristezza ed ansia hanno pervaso il mio spirito. L'anima s'era fatta pesante...un drink, forse per risollevare il morale, forse per condivire emozioni. A nulla valso. Parole al vento, nella musica stagnante di avventori, chiacchericcio e cameriere nulla facenti. Quando chiedi, e in risposta solo peso, insignificanti emozioni di un rifiuto e un abbandono già dato. Il tuo cuore lascia la seduta, la tua testa non ragiona, vuole andare via. Finisci il drink e te ne vai. Addolorato e arrabbiato, il tuo cuore fugge, sapendo che mai capirà, ma forse, e fa più male, non vale la pena capisca. La favola dark della tua vita continua. Ma per ora, fine della trasmissione.
Da me ci sono due porte, una per entrare e una per uscire. Rigorosamente divise. Dalla porta d'ingresso non si può uscire, e da quella di uscita non si può entrare. Tutti seguono questa regola. Possono variare le modalità, ma tutti finiscono per andare via. C'è chi è andato via per sperimentare nuove possibilità, chi per risparmiare tempo. Qualcuno è morto. Fatto sta che non è rimasto nessuno. Tranne me, unico superstite. La loro assenza è sempre con me. Le loro parole, i loro respiri, i motivi canticchiati a bassa voce, aleggiano come polvere negli angoli di casa mia."
(Haruki Murakami - Dance Dance Dance)
Domani è mercoledì. Ci sarà un si o un no e di sicuro una conseguenza. Questi giorni con i nervi tirati, il sonno che va e viene incollato alla stanchezza e lo stress di questa situazione di malessere che non sai più esattamente per quale dei (diversi) buoni motivi che la vita ti ha propinato. Barcolli tra l'emotività fragile e la razionalità forte ma sai che ce la farai, ce l'hai sempre fatta. E' sempre e solo una questione di tempo. Zigzaghi per la città cercando di trovare soluzioni e risposte che non hai.
Nel frattempo pensi al we e alle ore passate fuori al freddo nel piazzale della stazione centrale di Milano. Hai finalmente capito perché le zone delle stazioni vengono sempre tacciate come poco sicure e si dice sempre ai turisti soprattutto di star lontani dallo stazionarci. In cantiere uno spot per un concorso, un manipolo (eheh) di uomini/donne e bambini (rom) si sono intrattenuti in quella piazza, chi per fare sostegno morale, chi per trucco e parrucco, chi per costumi etc etc, ma di sicuro i bimbi rom erano lì per businnes. Purtroppo noi abbiamo rovinato in parte i loro ricavati, visto che i bimbi sono sempre loro, quei piccoli scippatori di gente ignara che non si insospettisce della presenza di questo gruppetto di ragazzini vivaci. Peccato che è un gruppo organizzato di scippo. Sicuramente i "piccoli" non hanno gradito i nostri avvisi ai turisti e alla gente di passaggio a stare attenti alle borse/zaini. Una piccola sensazione percepita dal "vaffanc." (verbale e gestuale, sia chiaro) condito con altre espressioni e qualche lattina gettata nella nostra direzione. La selva presente e stazionante nel piazzale ha trovato molto curioso e interessante il nostro da farsi con telecamere, luci, parrucche e make up, e la loro attenzione certo non ci ha tranquillizzato. Forse la fuga dei bimbi all'arrivo delle divise d'ordine dovrebbe tranquillizzare, ma se pensi che a detta di uno dei poliziotti uno di questi piccoli rom l'hanno preso (e ovviamente rilasciato, vista l'età) 35 volte...viene da pensare.

A volte ti trovi dentro a una tempesta e non sai bene come ci sei finita. La risposta sta dentro di te. Cerchi di guardarti attorno, di spalare la tua neve, di continuare imperterrita per la tua strada. Ci sono cose che non possiamo controllare, miriadi di cose. Ti rassegni all'inevitabile e a metterti a giocare d'azzardo sulla tua vita. Rischi tutto. Può essere che perdi. Forse. O forse no. L'importante è affrontare la paura per non farsi ingabbiare. Passo dopo passo..continuare a danzare. Aspetto Kafka sulla spiaggia, e intanto leggo Gomorra. Ascolto musica rubata al lavoro, per strada, dai telefonini hi-tech. Mi rifiuto di accendere il computer a casa. E' ancora lì, nel portacomputer da agosto. Cerco di ricordare il sapore dell'esperienza del caffé napoletano. In dono ho Time, di Kim Ki Duk, ma non so se sono pronta a rivederlo. Mi concedo del tempo...
Ho appena finito di leggere il libro di Kenzaburo Oe, Gli anni della nostalgia. Credo di averlo letteralmente divorato...è bellissimo e riesce a mixare questo intenso rapporto d'amicizia maschile alla storia giapponese, al cambiamento, alle esperienze di vita. E' un libro intenso che si rivolge quasi a "un senso della vita" spesso citando autori e poeti ma soprattutto Dante. Tra la lettura di questo libro, il tempo scandito solo dalla "voglia e bisogno" e non dall'obbligo mi hanno fatto anche tanto pensare.
Finché non ci si impegna, allora regnano l'esitazione, la possibilità di tirarsi indietro, e sempre l'inefficacia. A proposito di ogni gesto di iniziativa, c'è una verità elementare, ignorare la quale vuol dire uccidere un'infinità di idee e splendidi progetti: nel momento in cui ci si impegna definitivamente, allora anche la Provvidenza inizia a muoversi. Cominciano a succedere cose che altrimenti non sarebbero mai accadute. Un intero flusso di eventi scaturisce dalla decisione, portando a favore di chi si impegna ogni sorta di accadimento imprevisto, ogni incontro, ogni assistenza materiale, come nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Qualsiasi cosa puoi fare o sogni di poter fare, comincia a farlo. Nell'ardimento ci sono genio, potere e magia. Comincia. Ora. [Goethe]

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