cosa succede quando ci si innamora di un'orchidea?

Credo che le cose capitino solo quando devono capitare. A volte mi sembra di pensare troppo, altre volte lascio tutto stare e vivo semplicemente lasciando scorrere le cose. Sono un filo stanca, ma non troppo (sempre eh?) ma ormai fa niente. Ci si abitua a tutto. A una cert'ora della notte, tipo dopo le 3, i pensieri si confondono. E anche sapere cosa vuoi fare diventa una domanda non filtrata. La senti, la interiorizzi e amen. Lasci il tempo scorrere. Ed è meglio andare a dormire. Le cose cambiano impercittibilmente, forse, o forse troppo e comunque di sicuro cambiano. Ma di siuro vuoi farle cambiare. Allora, altro week end di delirio, con viaggio annesso, giovedì un mega festone e venerdì giornata in fiera, gioco di autoconvinzione per dirmi che ce la farò. L'importante è crederci.
- Tic tac - mi ritrovo nel febbraio del nuovo anno, neanche ad accorgersi di essere nel nuovo anno, e già gennaio è volato via. I programmi guardano già avanti alle prossime settimane, ai prossimi impegni e deliri. Sono felice, anche se la mia testa si ostina a fare i conti con l'inevitabilità delle cose e del passare del tempo, vedo i miei amici compagni di progetti, studi, bevute diventare grandi, sempre loro, ma più seri, e guardando loro capisco che anch'io non sono certo più la stessa persona. Essere oggettivi su se stessi è assurdo anche solo pensarlo. Questi ultimi anni mi hanno rivoltata come una frittella di carnevale, tra bei momenti e brutte successioni di eventi, a volte veramente laceranti. Beh, forse non pensavo che ce l'avrei fatta, ma eccomi qua, superato tutto avanzo imperterrita per questo nuovo anno, con la felicità nel cuore, e tante domande nel cervello su quello che sono diventata oggi, su quello che ero, e soprattutto su cosa/chi sarò e voglio diventare. Credo che sia normale a cicli samsarici farsi questo genere di domande, l'importante come per tutto è che viene il momento giusto, ma questo non significa che bisogna stare lì sciallati ad aspettarlo. Darsi fa fare, please. Per cui, a parte i soliti impegni, le settimane che si riempiono di impegni/aperitivi/cene e rendez-vous vari, i continuo a posizionare e costruire con pazienza le mie caselline del domino, e prima o poi qualcosa accadrà. Intanto mi compiaccio del mio puzzle fantastico, come mai avrei potuto immaginare. Ok, basta giocare, tra domino e puzzle ho già regalato troppe metafore.
Questo week end mi riposo. Veramente. Almeno ci provo.
Al solito.

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